Presentazione
Sono quattro i ''pilastri'' su cui poggia il “Piano carceri” approvato ieri dal Consiglio dei Ministri con il quale il Governo intende risolvere i problemi di sovraffollamento degli istituti penitenziari italiani. Ad illustrarlo il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, assieme al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Nella notte del 13 gennaio 2010 nelle carceri italiane hanno dormito 64670 persone: "una cifra record" ha dichiarato il presidente Berlusconi nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. Berlusconi ha sottolineato che uno "Stato civile deve togliere la libertà a chi ha commesso un reato ed è stato giudicato colpevole" ma "non può anche togliere la dignità e attentare alla salute di queste persone con situazioni igieniche che potrebbero compromettere la salute".
Il sovraffollamento delle nostre carceri - che presenta un saldo attivo di circa 700 persone al mese - è tale che può essere affrontato solo con gli strumenti previsti in caso di emergenza.
La dichiarazione dello "stato di emergenza nazionale" - disposta da un apposito Decreto firmato dal presidente Berlusconi il 13 gennaio sulla base della legge 225/1992 - durerà fino al 31 dicembre 2010.
La dichiarazione dello stato di emergenza è il punto di partenza dell'articolato piano di intervento del Governo per risolvere il sovraffollamento degli istituti penitenziari.
Al capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Franco Ionta, saranno dati poteri di Commissario delegato.
Il Commissario straordinario potrà procedere in deroga alle ordinarie competenze, velocizzando procedure e semplificando le gare d'appalto. Il “braccio operativo” con cui gestire l'emergenza carceri sarà la Protezione Civile.
La procedura di emergenza, che seguirà lo stesso modello adottato per il dopo-terremoto a L'Aquila, consentirà di edificare 47 nuovi padiglioni affiancati a strutture carcerarie già esistenti.
I finanziamenti per realizzare il Piano sono stati già individuati: 500 milioni di euro risultano stanziati in Finanziaria e altri 100 milioni di euro provengono dal bilancio della Giustizia.
A partire dal 2011, ed è questo il secondo pilastro, saranno realizzate le altre strutture di edilizia straordinaria - 18 nuove carceri di cui 10 “flessibili” (probabilmente di prima accoglienza o destinate a detenuti con pene lievi) a cui se ne aggiungeranno altre 8 in aree strategiche anch'esse “flessibili" -previste dal Piano.
Complessivamente, tali interventi porteranno alla creazione di 21.709 nuovi posti negli istituti penitenziari elevando la capienza totale a 80mila unità.
Il terzo pilastro del piano, necessario per consentire una progressiva diminuzione della popolazione carceraria, è l'introduzione di misure deflattive. Le due “norme di accompagnamento” decise riguardano, da un lato, la possibilità di scontare con i "domiciliari" l'ultimo anno di pena residua ad eccezione di coloro che sono stati condannati per reati gravi e, dall'altro, la “messa alla prova” delle persone imputabili per reati fino a tre anni che potranno così svolgere lavori di pubblica utilità per riabilitarsi con conseguente sospensione del processo.
La soluzione del problema carceri passa anche attraverso l'implementazione dell'organico di Polizia Penitenziaria. Il quarto pilastro prevede l'assunzione di 2000 nuovi agenti al fine di gestire, in termini di dignità del lavoro e di dignità della detenzione, la popolazione detenuta che, ad oggi, ammonta a circa 64.800 unità come riportato dai dati del DAP sulla situazione della popolazione detenuta all'interno degli istituti penitenziari alla data di oggi.
Fonte: Ministero della giustizia
Redazione internet - Beatrice Casini