Emblema della Repubblica
Governo Italiano
Presidenza del Consiglio dei Ministri

Servizi e ricerca nel sito

Ti trovi in: Home : Il Governo Informa : Dossier :

Un "Decreto" per l'Abruzzo

Pagina pubblicata il 24 aprile 2009

Presentazione

E' stato approvato dal Consiglio dei ministri del 23 aprile 2009 il decreto legge a favore delle popolazioni colpite dal terremoto del 6 aprile scorso.

Il decreto, articolato come un corpo organico di norme, per la prima volta riunisce le fasi dell'emergenza e della ricostruzione in un unico programma, che si sviluppa in un arco temporale di tre anni.

Stanziati 8 miliardi di euro da spendere nei 3 anni: 1,5 miliardi per far fronte all'emergenza e 6,5 miliardi per avviare, parallelamente, la fase di ricostruzione degli edifici distrutti o danneggiati.

I numeri del terremoto: 63 mila sfollati, 168 tendopoli allestite, 12 mila soccorritori. Per garantire l'assistenza, lo Stato spende ogni giorno 3 milioni di euro. Le risorse individuate - pari a 1,5 miliardi di euro - sarebbero dunque sufficienti per coprire tutto il periodo dell'emergenza.

L'emergenza terremoto e la fase della ricostruzione - hanno tenuto a precisare sia il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sia il ministro dell'Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri - saranno affrontate senza aumento delle tasse, ma con lo spostamento di voci di spesa dal bilancio dello Stato. Un esempio, è la decisione di trasferire da La Maddalena a L'Aquila la sede del Vertice G8, in programma per il mese di luglio prossimo.

Riguardo allo stanziamento individuato, il ministro Tremonti ha spiegato che i fondi saranno reperiti attingendo ai residui di amministrazione, al contrasto del gioco clandestino e, viceversa, al potenziamento dei giochi, allo spostamento dei fondi per la spesa farmaceutica e dei fondi a disposizione degli enti per gli investimenti immobiliari. Inoltre, ha aggiunto Tremonti, saranno chiesti all'Europa i finanziamenti destinati alle catastrofi, e la possibilità di qualificare come zona franca, cioè libera da imposte, la città de L'Aquila.

Informazioni generali sul sito